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venerdì 28 novembre 2014

Daniela D'Amico, esperienza e passione al servizio dei piccoli Tigrotti 2009-2011

Daniela D'Amico
Daniela D'Amico, responsabile "Tigrotti" 2009-2011 e collaboratrice dei Pulcini 2005 della Folgore: «Lo scopo principale è far divertire i bambini, puntando allo stesso tempo sull'educazione allo sport e alle regole»

In passato ha giocato per tre anni in Serie C di calcio a 5 a L'Aquila, da sempre lavora con i più piccoli nel settore sportivo, e attualmente insegna ai bambini. Daniela D'Amico, responsabile dei Tigrotti 2009-2011 e collaboratrice dei Pulcini 2005 della Folgore, incarna pertanto il "prototipo" della persona con il giusto mix di competenze sia a livello sportivo che nella gestione dei bimbi. Non a caso, quindi, dopo un anno di stage, a partire dalla stagione in corso, è stata scelta dalla società di Sambuceto per gestire il settore dei più piccoli  della grande famiglia viola, vale a dire i bambini nati tra il 2009 e il 2011. Un compito tutt'altro che semplice, data l'età dei bimbi, ma che la "misterA" D'Amico, così come affettuosamente la chiamano alcuni suoi bambini (trattandosi dell'unico "tecnico" donna della Folgore), carica di così tanto entusiasmo da farlo sembrare molto facile, così come si evince dalle sue stesse parole: «Sono davvero entusiasta del ruolo che la società mi ha assegnato quest'anno. La soddisfazione più grande che ho avuto è stata quella di unire le mie principali passioni, ossia lo sport e i bambini, al lavoro: è quanto di più gratificante possa capitare. La Folgore, in particolare nella persona di Alfio Crisci, ha creduto in me e mi ha dato subito fiducia, offrendomi questa bellissima opportunità, che ho colto al volo senza pensarci un istante».
La responsabile dei Tigrotti è pronta quindi a svelare anche un particolare "segreto" del suo mestiere: «Secondo il mio parere per allenare bisogna avere una vera e propria "vocazione". In tale ottica, allenare i bambini è una sorta di "doppia vocazione": ti deve piacere allo stesso tempo il calcio e anche stare con i piccoli. Bisogna infatti saper ascoltare i bambini - prosegue la D'Amico - avere curiosità e meravigliarsi delle loro meraviglie».

La crescita dei bambini sembra andare inoltre di pari passo con quella personale di chi è chiamato a gestirli, come sostiene la giovane coordinatrice della Folgore: «Il confronto continuo e costante con i bambini spesso mi aiuta anche a capire meglio me stessa. In molte occasioni cerco di comportarmi come una sorta di compagna "più grande", e di diventare "piccola" come loro per entrare nel loro mondo. La consapevolezza che loro vengono qui per divertirsi è uno dei presupposti dai quali parto, ma allo stesso tempo cerco di inculcare loro l'educazione allo sport e alle regole. Il rispetto dei ruoli è altrettanto importante, e in questo caso non posso che essere orgogliosa di avere di fronte un gruppo di bambini davvero molto educati.»
A livello pratico, sono inoltre diversi gli "stratagemmi" attraverso i quali è possibile agire sulla crescita e sullo sviluppo dei piccoli: «Cerchiamo spesso di responsabilizzare i bambini - spiega Daniela D'Amico - anche per quanto riguarda le stesse attrezzature a loro disposizione: l'obiettivo, in questo caso, è far sì che le sentano come "proprie". Allo stesso tempo, proviamo a coinvolgerli direttamente in piccoli "compiti", in modo tale che si sentano importanti e parte integrante in ogni contesto. La nostra più grande "vittoria" è quella di vederli uscire dall'allenamento con il sorriso, cercando di essere per loro dei punti di riferimento sui quali poter fare affidamento».

giovedì 20 novembre 2014

Novità - Corso di formazione per portieri con Gianluca Pacchiarotti: i dettagli e le parole dell'ex "numero 1" del Pescara

Gianluca Pachiarotti
Novità per il Settore Giovanile della Folgore: al via corso di formazione per giovani portieri con Gianluca Pacchiarotti, aperto sia ai tesserati viola che a quelli di altre società, per conoscere i segreti dei "numeri 1"

Grande novità dell'ultima ora per quanto concerne il Settore Giovanile della Folgore Sambuceto, riservata a tutti i giovani aspiranti "numeri 1" del futuro. Ogni martedì, dalle ore 16 alle ore 18, è in programma un nuovo corso di formazione per portieri, riservato a tutte le categorie, dai Piccoli Amici agli Allievi.
Il corso avrà come "formatore" una figura di prestigio, il cui glorioso curriculum rivela proprio il connubio indissolubile tra giovane età e ruolo del portiere, vale a dire Gianluca Pacchiarotti.
Il noto allenatore detiene infatti ancora oggi l'invidiabile record di portiere più giovane ad aver mai esordito in Serie A, all'età di soli 16 anni.
Da tre stagioni collaboratore della SGS Folgore come preparatore dei portieri, Pacchiarotti è pronto a illustrare con entusiasmo il nuovo progetto della società viola: «Abbiamo deciso di offrire questo nuovo servizio a tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo ruolo di grande responsabilità. La nuova iniziativa della Folgore - aggiunge l'ex estremo difensore del Pescara - non cerca di andare in concorrenza con nessuno, ma vuole essere una proposta aperta a tutti. Al corso di formazione possono infatti partecipare sia i tesserati della Folgore, che i giovani tesserati in altre società. Entrando nel merito del corso, si tratta di un'opportunità per avere un allenamento specifico, nell'ambito di un progetto di integrazione tecnica».
Pacchiarotti e i giovani portieri della Folgore

L'allenatore è inoltre pronto a delineare, grazie alla sua esperienza, aspetti, potenzialità, ed eventuali criticità riscontrabili nella fase di "formazione" di giovani portieri: «La prima cosa da considerare, soprattutto quando si parla di settori giovanili, è l'aspetto "ludico" del gioco del calcio. A ciò bisogna aggiungere che il ruolo del portiere è molto "delicato" e "particolare". Ciò che bisogna trasmettere - sottolinea Pacchiarotti - è quindi il divertimento nell'assumersi la responsabilità di fare il portiere. Non è detto, perciò, che chiunque possa diventare portiere. Ci vuole pertanto una preparazione specifica, poiché è un ruolo che ha molte "pressioni"».
Per Pacchiarotti è infine importante anche l'ambiente e l'aria che si "respira" facendo sport: «Sono al terzo anno a Sambuceto e posso dire di essere orgoglioso e molto soddisfatto di quanto ho visto, e del grande entusiasmo riscontrato nei miei ragazzi. In più la società mi ha messo a disposizione una struttura che è tra le migliori a livello regionale. Il progetto del corso di formazione per portieri rappresenta un modo per cercare di ottenere il massimo sotto il profilo di un allenamento specifico come quello dei "numeri uno". Si tratta però di un lavoro molto duro, che può avvicinare i giovani puntando sul loro entusiasmo. Può, infine, risultare molto utile anche sotto il profilo "educativo", uno degli aspetti che qui alla Folgore riceve massima attenzione».

giovedì 13 novembre 2014

Mister Maione, neo tecnico dei Piccoli Amici 07-08: «I bambini trasmettono una grande carica, mi diverto con loro»

Rino Maione
Rino Maione, nuovo mister dei Piccoli Amici 2007-2008, ultimo arrivato in casa viola, si è subito messo all'opera con grande voglia di fare: «I bambini mi danno una grande carica, e mi diverto molto con loro»

A livello rigorosamente cronologico, è l'ultimo arrivato nella grande "famiglia viola" di Sambuceto, ma ciò che colpisce sin da subito chiunque venga a contatto con lui sono il suo spirito di abnegazione e la grande voglia di mettersi in gioco. Rino Maione, dopo l'ultima esperienza come tecnico dei Giovanissimi a Ortona, a partire da questa stagione è stato scelto come nuovo allenatore dei Piccoli Amici 2007-2008 della Folgore.
Un nuovo incarico, quindi, sul quale è lo stesso tecnico a rivelare un particolare "retroscena": «Quest'anno sono alla mia prima esperienza con i più piccoli, dato che ho sempre avuto a che fare con ragazzi più grandi d'età, e quando ho ricevuto la proposta della Folgore, società del mio paese, Sambuceto, sono rimasto lusingato. All'inizio ho avuto qualche perplessità sul nuovo ruolo - svela mister Maione - ma le ho superate non appena ho visto il gruppo che avevo a disposizione. I bambini mi hanno sin da subito dato una vera e propria "carica esplosiva", e l'energia che hanno trasmesso mi ha immediatamente "irradiato": posso infatti dire che vederli all'opera mi diverte almeno quanto loro stessi, se non oltre».
La "spinta" dei bambini non è stato però l'unico fattore a determinare la scelta del tecnico: «Qui ho trovato grande organizzazione e un rispetto dei ruoli davvero esemplare. Ognuno svolge il proprio lavoro in sintonia e armonia con quello degli altri. Inoltre - aggiunge il mister dei Piccoli Amici 2007-2008 - alla Cittadella dello Sport abbiamo a disposizione una struttura che non ha bisogno di presentazioni, poiché le sue qualità sono sotto gli occhi di tutti».
Mister Maione e mister Lorenzo

L'allenatore si è quindi subito adattato al nuovo ruolo, del quale svela anche un piccolo "segreto": «Il presupposto dal quale parto in ogni allenamento è sicuramente quello del divertimento.
Cerco di far apprendere ai miei bambini gli schemi motori di base, ma a loro "insaputa", mascherati sotto forma di "gioco": attraverso il gioco possono imparare, divertendosi, alla stregua degli adulti. Entrando più nello specifico, l'attività principale è quella di far sviluppare le abilità tecnico-coordinative, comuni un po' a tutti gli sport; trattandosi di una scuola calcio, però, il tutto viene realizzato attraverso l'uso del pallone».
Dell'esperienza appena iniziata nella "sua" Sambuceto, mister Maione è rimasto piacevolmente colpito anche da altri aspetti tutt'altro che "secondari": «Qui c'è un ambiente sano e sicuro dove far crescere i più piccoli.
Oltre a ciò, ho trovato un gruppo di bambini molto educati e rispettosi delle regole e delle persone, e questo credo sia merito anche dei loro genitori.
Infine - conclude il tecnico - desidero ringraziare in maniera particolare il mister Lorenzo, che collabora con me nella gestione dei bambini».

giovedì 6 novembre 2014

Le parole di Camplone, allenatore Pulcini 2006 e Tigrotti 2010-11, al quinto anno nella "sua" Sambuceto

Alessio Camplone
L'allenatore dei Pulcini 2006 e Tigrotti 2010-2011, Alessio Camplone, e il concetto di "spogliatoio": «cerco di trasmettere ai bambini l'idea di gruppo e il rispetto reciproco e degli avversari»

Ha soli 24 anni ma vanta già un'esperienza pluriennale alla guida dei ragazzi del Settore Giovanile della Folgore. Anzi, si tratta di uno dei mister più "longevi" dello staff a disposizione della compagine viola. Alessio Camplone, allenatore dei Pulcini 2006 e collaboratore dei "Tigrotti" 2010-2011, è infatti giunto al suo quinto anno di militanza a Sambuceto nelle vesti di trainer. Una lunga esperienza quindi, che il mister cerca di riassumere così: «Sono da sempre legato a questa realtà, e mi inorgoglisce poter lavorare per la squadra del mio paese. Ho sempre amato il calcio, sin da piccolissimo, e ho anche iniziato come calciatore. Poi, però, ho dovuto abbandonare la carriera agonistica. Non avendo più la possibilità di giocare, - svela il mister - ho ricevuto la proposta di iniziare ad allenare e l'ho subito accolta con grande entusiasmo. Per me è stato davvero facile accettare, poiché sono riuscito a "trasformare" la mia più grande passione in un "lavoro"».
Camplone spiega anche perché ha colto al volo l'occasione di allenare i più piccoli: «Ho scelto i bambini perché mi piace mettermi in gioco e per me rappresenta un impegno di grande responsabilità. In più, stare a contatto con i ragazzini è bellissimo poiché, anche nel mio ruolo, non smetto mai di "imparare": ogni giorno, infatti, dai bambini si possono apprendere cose nuove, e sono loro stessi che trasmettono continuamente l'entusiasmo e la voglia di fare».
L'attuale allenatore dei Pulcini 2006 ha inoltre vissuto in prima persona tutti i cambiamenti che hanno riguardato il calcio giovanile a Sambuceto: «Nel corso degli anni sono cambiate molte cose, la maggior parte delle quali in positivo. Ad esempio - spiega mister Camplone - ho notato maggiore organizzazione e, da quando siamo diventati una scuola calcio qualificata a tutti gli effetti, e con tutte le categorie giovanili disponibili, anche il numero degli iscritti è aumentato sensibilmente. In più, posso dire di aver visto nascere e svilupparsi la Cittadella dello Sport, che ritengo un fiore all'occhiello per Sambuceto e non solo. Credo che si tratti di una delle migliori strutture della zona, e tra le prime in Abruzzo per tutti gli sport che "abbraccia"».
Una realtà ben strutturata, quella della Folgore, dove ciascuno ricopre un ruolo importante e ben definito, così come ci tiene a sottolineare Camplone: «A voler essere precisi, più che un "allenatore"mi ritengo un "istruttore". Il mio compito principale è infatti quello di insegnare ai miei bambini  a divertirsi e a imparare in un contesto sano e rispettando le regole».
Lo sport, e il calcio in particolare, per il giovane mister si conciliano in maniera quasi naturale con l'aspetto educativo dei più piccoli: «L'ambiente sportivo è, nella maggior parte dei casi, legato indissolubilmente al concetto di "gruppo": fare amicizia, sapersi relazionare con i propri compagni, e rispettare i vari ruoli, sono sicuramente prerogative importanti e utilissime nella vita di tutti i giorni».
Per esprimere meglio quest'ultimo pensiero, Alessio Camplone fornisce un ulteriore esempio molto calzante: «per quanto riguarda i miei Pulcini, sto lavorando molto sul cosiddetto "spogliatoio", inteso sia come luogo nel quale i bambini apprendono le prime nozioni per diventare "autonomi", che nell'accezione più ampia del termine, dove i ragazzi imparano a incitarsi tra loro, e a rispettare i mister e gli avversari anche attraverso il semplice gesto del "saluto" prima e dopo ogni allenamento o partita».
Infine, mister Camplone rivolge un pensiero particolare per un suo giovane collaboratore: «Lorenzo Onesti sta imparando le prime nozioni per diventare "istruttore", ed è davvero un ragazzo in gamba; mi dà una grande mano con i Pulcini 2006 e non posso che ringraziarlo per la grande pazienza che sta dimostrando di avere e per la voglia di fare e di apprendere rapidamente».

giovedì 30 ottobre 2014

L'entusiasmo di Basile, allenatore Pulcini 2005: «Se a fine allenamento i ragazzi si sono divertiti, torno casa felice»

Alfonso Basile
L'entusiasmo di mister Basile, allenatore dei Pulcini 2005 della Folgore: «Se alla fine dell'allenamento i miei ragazzi si sono divertiti, allora posso tornare a casa felice»

È giunto alla Folgore carico di entusiasmo e voglia di fare, e con il desiderio di mettersi nuovamente in gioco per la "causa" viola. Alfonso Basile, dopo l'esperienza a Cepagatti, a partire da quest'anno è stato scelto come allenatore dei Pulcini 2005: «Sono davvero contento e orgoglioso di aver ricevuto questa opportunità da parte della società, poiché a Sambuceto mi sento a casa».
Basile è rimasto infatti sin da subito piacevolmente colpito dall'ambiente della Folgore: «Sono arrivato qui da poco più di un mese, ma posso dire di aver trovato un grande ambiente, per il quale non posso che spendere parole positive. Sin da subito - aggiunge l'allenatore - ho ricevuto un'ottima accoglienza da parte di tutti. Ho trovato delle strutture all'avanguardia e uno staff di persone altamente qualificate che ruotano attorno a questa società. Se il "buongiorno" si vede dal mattino, allora posso star certo che mi troverò bene in questa mia nuova avventura».
Gli stimoli per gestire i ragazzini nati nel 2005 non sono certo mancati al mister nella sua scelta, e ciò è stato supportato anche da un particolare aspetto rilevato tra i suoi "pulcini" sin dal suo arrivo: «Ho trovato un gruppo davvero molto educato, quindi gli stimoli si sono automaticamente raddoppiati. Con l'aiuto dei genitori e il mio contributo credo che potremo fare qualcosa di costruttivo con i ragazzi».
L'allenatore è inoltre pronto a delineare il proprio "compito" nel settore dei Pulcini 2005: «Attraverso gioco e divertimento cerco di dare loro un'educazione sportiva, e anche alcuni semplici "fondamentali" del calcio. Inoltre - aggiunge Basile - cerco di far capire ai miei ragazzi che il rispetto delle regole è molto importante, e che è proprio imparando questo che si diventa "uomini"».
L'educazione e la crescita attraverso la pratica dello sport sono quindi i concetti fondamentali per lo sviluppo dei giovanissimi atleti, ma per il mister assumono un valore particolare anche l'aspetto ludico e quello umano: «Se, al termine di un allenamento, noto che i miei ragazzi si sono divertiti, allora posso tornare a casa felice, perché sono certo di aver trasmesso loro qualcosa di positivo».
L'allenatore dei Pulcini 2005 della Folgore ci tiene infine a sottolineare il contributo fornito nel suo lavoro a Sambuceto da Daniela D'Amico, sua collaboratrice nella gestione dei ragazzi: «Lei è molto importante perché mi è di grande aiuto. Inoltre anche lei, come me, ama i bambini e lo sport, e quindi è un piacere per me averla come collaboratrice e poterci lavorare insieme».

giovedì 23 ottobre 2014

Camerano, allenatore Pulcini 2004: «Quest'anno ho notato un grande spirito di gruppo tra i ragazzi»

Vincenzo Camerano
Il giovane mister Camerano, allenatore dei Pulcini 2004 della Folgore, alla sua terza stagione a Sambuceto: «Quest’anno ho notato un grande spirito di gruppo da parte dei miei ragazzi»

Pur essendo molto giovane d’età, è uno dei tecnici con maggior “esperienza” in quel di Sambuceto.
Vincenzo Camerano, classe 1991, è infatti giunto al suo terzo anno di militanza alla Folgore, e quest’anno ricopre il ruolo di allenatore della categoria Pulcini 2004 in casa viola. 

Un rapporto, quello con la società di Sambuceto, duraturo e molto profondo (condito anche da una breve parentesi nelle vesti di giocatore della prima squadra della Folgore nel 2013), come sottolineato dallo stesso Camerano: «Mi sono trovato bene sin da subito perché qui c’è un ambiente ideale, “tranquillo” e senza grandi pressioni, e con una società sempre disponibile».
La stagione da poco iniziata ha anche portato alcune importanti novità per quanto concerne lo staff tecnico dei Pulcini della Folgore: «Quest’anno ho l’onore di essere affiancato, nel mio ruolo, da due nuove e importanti figure. Si tratta di Daniela D’Amico, che collabora con me nella gestione dei ragazzi, e di mister Antonio Lancioni, che svolge anche un ruolo di “supervisione”. A tal proposito – prosegue mister Camerano – non posso che essere grato alla società per avermi dato l’opportunità di avvalermi di due persone di grande valore come loro, e che contribuiscono con grande umiltà e dedizione ad aiutarmi nel lavoro coi ragazzi».

E proprio sul “lavoro” da svolgere con i Pulcini nati nel 2004, Camerano sembra avere le idee molto chiare: «Quello che cerco di trasmettere ai miei ragazzi è l’idea di “divertimento” quando si gioca. Prima di scendere effettivamente in campo, però, bisogna apprendere e fare proprie delle nozioni fondamentali, come l’educazione e il rispetto verso i dirigenti, i tecnici e soprattutto nei confronti degli avversari. A livello tattico – aggiunge l’allenatore – cerco di trasmettere qualche “nozione”, principalmente sulla posizione da assumere in campo, ma ciò che mi interessa principalmente è l’aspetto “sociale”, relativo alla crescita dei ragazzi: il rispetto per tutte le figure nei loro rispettivi ruoli, e per coloro che, durante una partita, rappresentano gli “avversari” in senso sportivo, sono i valori principali e imprescindibili durante tutti gli allenamenti e le partite».
Gli stessi concetti, per mister Camerano valgono anche all’interno di uno spogliatoio, e nel rapporto che si instaura tra gli stessi ragazzi: «Un’altra cosa sulla quale punto molto è il concetto di “gruppo”. Alcuni dei ragazzi che alleno sono con me da diversi anni, e nel corso del tempo ho apprezzato proprio la loro crescita nello “spirito” di gruppo. In più, devo dire che quest’anno sono rimasto positivamente impressionato dal grande rispetto reciproco che i miei ragazzi hanno tra loro. Si tratta di un parametro davvero importante – conclude Vincenzo Camerano – perché ciò li porta, in maniera quasi naturale, a essere anche più veloci nell’apprendimento e più “pronti” e ricettivi durante gli incontri e gli allenamenti».

venerdì 17 ottobre 2014

Le parole di Di Matteo e Bordignon, tecnici degli Esordienti

Fabrizio Di Matteo
Gli allenatori degli Esordienti della Folgore, al loro secondo anno a Sambuceto, illustrano la loro idea di calcio e di “crescita” dei ragazzi.
 

Entrambi “provengono” dal mondo del calcio a 5, e da qualche tempo hanno deciso di mettere a disposizione del Settore Giovanile della Folgore Sambuceto il loro bagaglio di esperienza e le loro competenze. Fabrizio Di Matteo e Andrei Bordignon, rispettivamente allenatori degli Esordienti 2002 e 2003 della Folgore, hanno da poco iniziato la loro seconda stagione a Sambuceto. Di Matteo, dopo aver iniziato la propria carriera nel futsal, è passato a tutti gli effetti al calcio a 11 e, dopo diverse esperienze, tra le quali quella alla Torre Alex di Cepagatti e alla Fater, è approdato alla società viola: «A Sambuceto ho trovato un ambiente nuovo e positivo. Qui c’è voglia di fare bene e di costruire qualcosa di importante per il settore giovanile. Coltiviamo infatti l’ambizione  - aggiunge il mister – di diventare un vero e proprio “punto di riferimento” per il territorio».
Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il pensiero di Bordignon che, parallelamente agli impegni, come giocatore, con il Città di Montesilvano Calcio a 5, ha intrapreso la carriera di allenatore degli Esordienti 2003: «Sono contento di far parte di una società come quella della Folgore, che nutre grandi ambizioni e che ha molta voglia di crescere.

Andrei Bordignon

Già dallo scorso anno – svela il difensore italo-brasiliano, che vanta diverse presenze anche con la Nazionale Under 21 azzurra – ho notato numerose cose positive e che sono migliorate nel volgere di poco tempo. Poi, a livello di impianti, abbiamo la fortuna di poter sfruttare senza dubbio strutture tra le migliori della zona, il che ci fornisce un ulteriore vantaggio e stimolo per rendere al meglio».
Il giovanissimo mister Bordignon, classe 1987, è pronto a spiegare con estrema chiarezza come il futsal si possa conciliare in maniera quasi naturale con calcio a 11: «Molti dei calciatori che sono arrivati a livelli altissimi provengono dal mondo del calcio a 5; ne sono un esempio, tra gli altri, campioni del calibro di Neymar e Ronaldinho: entrambi sono partiti dal futsal prima di approdare su un manto erboso. Sul “parquet” gli spazi sono minori e di conseguenza c’è molto più “contatto” con la palla. Si impara quindi molto a livello tecnico – aggiunge mister Bordignon – e si cresce più rapidamente come calciatori».
I due tecnici sono pertanto pronti a trasmettere le proprie competenze acquisite nel corso degli anni ai ragazzi più piccoli, ma entrambi sono concordi sulla priorità dell’aspetto “sociale” rispetto anche a quello meramente “agonistico”: «L’aspetto basilare che cerco di trasmettere ai miei ragazzi – ci tiene a chiarire mister Di Matteo – è quello relativo alla loro “formazione”. Crescita e sviluppo dei giovani sia dal punto di vista sportivo che umano sono le basi da cui partire; l’aspetto agonistico viene dopo. Nella mia ottica il calcio rappresenta una sorta di “palestra di vita”, utile per i giovani sia dentro che fuori dal campo». Gli fa eco Bordignon, che aggiunge: «Mi piace moltissimo lavorare coi ragazzi, e poter insegnare loro qualcosa che io stesso ho potuto imparare quando ero piccolo, come il rispetto e l’amore per lo sport. A livello educativo – sottolinea l’allenatore – credo che il rispetto dei propri compagni, delle attrezzature, e in particolare di sé stessi sia prioritario anche nei confronti del calcio stesso. Vorrei che i miei giovani iniziassero, attraverso lo sport e lo stare insieme, a diventare in qualche maniera “autonomi”, e cominciassero a sapersi “gestire” da soli, in un cammino di crescita personale fondamentale per la loro età».
L’aspetto tecnico e tattico risulta quindi secondario rispetto a quello umano per entrambi i mister, ma nulla, anche in quest’ambito, viene lasciato al caso: «L’idea è quella di dare ai miei ragazzi i primi “rudimenti” del calcio – dichiara Fabrizio Di Matteo – provo a insegnare loro come “stare in campo” e soprattutto li sprono a “decidere”: cerco quindi di far sviluppare in loro un “pensiero tattico” attraverso gli input che di volta in volta fornisco in allenamento».