Menu Orizzontale

giovedì 14 maggio 2015

La programmazione della prossima stagione sul'asse Crisci-Centofanti

Centofanti e Crisci
Il settore giovanile viola guidato da Alfio Crisci già in fermento per la programmazione della prossima stagione. In arrivo grandi novità, a partire dal nuovo responsabile dell'area tecnica, Daniele Centofanti 

Cercare di emulare e ripetere il modello di programmazione vincente della prima squadra. Questo è uno degli obiettivi primari del settore giovanile viola, che è già all'opera per pianificare la prossima stagione. La prima importante novità della stagione 2015-2016 è stata già ufficializzata, e si tratta del nuovo responsabile dell'area tecnica, Daniele Centofanti. 
L'attuale allenatore dei Giovanissimi assumerà infatti il ruolo di "supervisore" dell'area tecnica curando gli aspetti relativi alla scuola calcio. E, da un'attenta riunione tecnica tenutasi proprio negli ultimi giorni tra mister Centofanti e il principale artefice del settore giovanile viola, Alfio Crisci, sono già emerse alcune delle linee programmatiche per la prossima stagione sportiva. L'intenzione di fondo della società è quella di avviarsi a essere un vero e proprio "serbatoio" della prima squadra, soprattutto dopo il trionfale approdo di quest'ultima nella massima competizione regionale dell'Eccellenza. La base e i presupposti affinché la scuola calcio e il settore giovanile viola diventino una vera e propria "cantera" della compagine d'Eccellenza ci sono tutti. 
E gli esempi di ciò sono rappresentati, tra l'altro, dai recenti esordi in prima squadra di alcuni "gioiellini" provenienti dal settore giovanile, e che hanno fatto tutta la trafila tra Esordienti, Giovanissimi e Allievi, prima del "battesimo" ufficiale in Promozione con i più grandi. Intento del settore giovanile viola, a partire dalla prossima stagione, è pertanto quello di far crescere e forgiare in casa tanti nuovi talenti, da mettere a disposizione per la vetrina della prima squadra. «Vorremmo creare un filo conduttore diretto tra il settore giovanile e la prima squadra. Per noi», ci tiene a sottolineare Daniele Centofanti, «il fatto che la prima squadra della Folgore sia considerata un modello da seguire sia in Promozione che in Eccellenza, rappresenta uno stimolo in più per cercare di emulare la loro programmazione vincente». Proprio su quest'ultimo aspetto e sulle intenzioni future della "famiglia viola", risuonano eloquenti le parole del nuovo responsabile dell'area tecnica: «Il fatto di aver iniziato a programmare già da ora, e siamo ancora all'inizio di maggio, e di aver iniziato a definire ruoli e compiti, è il segno tangibile di una società che vuole progettare e pianificare fino in fondo e con netto anticipo». 
E del nuovo progetto in seno al sodalizio viola continuerà a far parte anche l'esperto mister Antonio Lancioni, nella nuova veste di responsabile delle categorie Allievi e Giovanissimi: l'ex giocatore di Chieti e Genoa proseguirà quindi l'ottimo lavoro svolto come allenatore degli Allievi e farà anche da supporto tecnico per la categoria dei Giovanissimi. Sulle novità in cantiere nel settore giovanile della Folgore, Centofanti è pronto anche a svelare alcuni dettagli: «A Sambuceto vogliamo creare un modo di fare calcio non propriamente dilettantistico, ma iniziare a pensare a qualcosa di più importante. Abbiamo l'opportunità di sfruttare una struttura eccellente, nonché una società solida e organizzata alle spalle, e stiamo pertanto pianificando l'inserimento di nuove figure specifiche per ottimizzare il lavoro della nostra scuola calcio. Fino a questo momento abbiamo sicuramente lavorato bene, ma abbiamo anche dei margini di miglioramento ampi, e cercheremo di puntare proprio su questi aspetti per guardare al futuro in maniera ancora più positiva e propositiva».

giovedì 7 maggio 2015

Lorella e Lara, "dietro le quinte" ma protagoniste del Settore Giovanile viola

Lorella Mariani e Lara Luigioni
Lorella e Lara, rispettivamente segretaria e cassiera del Settore Giovanile viola, "danno i numeri" della stagione 2014-2015: «Anche quest'anno ci siamo attestati intorno ai 200 iscritti» 

Lorella Mariani e Lara Luigioni segretaria e cassiera della compagine sportiva di Sambuceto, da tre anni ormai vivono "dietro le quinte" del settore giovanile della Folgore, ma con un ruolo di fondamentale importanza per tutta la macchina viola in continua crescita e sviluppo.
E il primo tassello del puzzle corrisponde proprio a un'analisi numerica relativa all'andamento a livello di iscritti nel corso degli anni: «Nel nostro primo anno di attività», spiegano le due, «ci siamo attestati su una quota di 170 iscritti. Lo scorso anno, invece, abbiamo alzato l'asticella, arrivando fino a 188 ragazzi, e quest'anno abbiamo mantenuto questa soglia, attestandoci nuovamente intorno alle duecento iscrizioni». 

In una stagione sportiva che si avvia quasi verso il termine, è tempo anche di bilanci: «Crediamo che la valutazione per quest'anno sia positiva, e il motivo è presto detto: sono usciti diversi elementi dalla categoria Allievi, ma tanti ne sono entrati nei settori dei più piccoli. Ciò costituisce un trend positivo, perché i piccoli rappresentano proprio il futuro di una scuola calcio». 
E sull'utilità, per i giovanissimi, di frequentare una scuola calcio, entrambe non hanno alcun dubbio: «In una scala da 1 a 100, è importante 101, perché non è solo calcio giocato. Frequentare ambienti come questo equivale a crescere, stare insieme, e condividere le proprie passioni. Si cresce tutti insieme frequentando una scuola calcio, poiché coinvolge i ragazzi a 360 gradi, in tutti gli ambiti, non solamente quello prettamente sportivo o agonistico». 
Lorella e Lara, all'interno del settore giovanile a Sambuceto, ricoprono ruoli di vitale importanza, poiché costituiscono il perno e il punto di raccordo attorno al quale ruotano i giovani atleti, i loro rispettivi genitori, gli allenatori, e tutto lo staff tecnico e dirigenziale della Folgore. Un compito quindi non facile, ma che entrambe affrontano, oltre che con grande professionalità, con un forte spirito positivo e propositivo. Ciò lo si evince dalle loro stesse parole piene d'entusiasmo: «Una delle più grandi soddisfazioni nel fare questo lavoro è quella di vedere i ragazzi che concludono gli allenamenti contenti, e così anche i loro genitori quando vengono a prenderli. La crescita che notiamo nei bambini, soprattutto quelli più piccoli, è strepitosa, ed è una grande soddisfazione per noi, il rapporto che si instaura con tutti è bellissimo». Su questi aspetti, la segretaria Lorella ci tiene a raccontare un aneddoto relativo proprio alla crescita dei ragazzini: «Una delle cose a cui facciamo caso spesso è la differenza tra quando i bambini arrivano qui per la prima volta, mano nella mano con i loro genitori e spesso molto timorosi, in netto contrasto con la situazione che si crea già dopo pochissimi mesi insieme, quando diventano molto più spigliati e autonomi».
 Il ruolo di Lorella e Lara soprattutto nei confronti dei giovani atleti non si può quindi circoscrivere a quello di semplici segretarie, ma diventa qualcosa di diverso: «Potremmo definirci quasi delle amiche più grandi e un po' "complici" dei nostri ragazzi. Per loro rappresentiamo un punto di riferimento, e molto spesso sono proprio i bambini che vengono a confidarsi con noi per eventuali dubbi, perplessità, e per condividere anche le loro gioie». 
Alla base dell'ottimo funzionamento di tutta la scuola calcio a Sambuceto c'è però un altro aspetto di non secondaria importanza, ossia quello dell'affiatamento tra le due segretarie, come si evince facilmente dalle parole di Lorella Mariani: «La cosa bellissima che c'è tra me e Lara è che ci intendiamo al volo; basta solamente uno sguardo e non c'è bisogno di parole tra noi: capiamo immediatamente cosa fare e come affrontare una situazione».

giovedì 30 aprile 2015

Allenatori ai Raggi X, Lancioni (Allievi) e Centofanti (Giovanissimi): due stili di calcio a confronto

Antonio Lancioni
Due generazioni e due modi di vedere il calcio a confronto: analogie e differenze tra l'esperto Lancioni, allenatore degli Allievi viola, e il giovane Centofanti, mister dei Giovanissimi a Sambuceto

Antonio Lancioni e Daniele Centofanti: il primo ha già un'eccellente carriera da giocatore prima e da allenatore poi alle spalle, mentre l'altro, giovanissimo, ha da qualche anno appeso gli scarpini al chiodo per dedicarsi alla sua passione di sempre, ossia quella di allenare. Oltre al fatto di aver vissuto il campo direttamente prima di accomodarsi in panchina, entrambi hanno in comune, oltre alla società attuale di appartenenza (la Folgore Sambuceto), il credo tattico a cui si ispirano, vale a dire il 4-3-3. Lancioni, attuale responsabile tecnico nonché allenatore della categoria Allievi dei viola, da giocatore ricopriva il ruolo classico del "numero 4", ossia quello del mediano, e tra le esperienze più significative della carriera da giocatore ricorda: «L'anno trascorso col Genoa, nel 1966, condito da due presenze in B, oltre ad aver fatto parte della Nazionale C»; passando invece alle emozioni della panchina, l'esperienza più bella è stata «quella in Eccellenza a Guardiagrele: abbiamo subito una sola sconfitta nell'intero girone di ritorno». Per il mister dei Giovanissimi, Centofanti, ex centrocampista, le emozioni più grandi vissute sul rettangolo di gioco sono state: «La vittoria in campionato in Eccellenza col Cologna Paese e la promozione col Mosciano, ma anche la bella esperienza al Penne, dove ho trascorso gli ultimi tre anni da giocatore». Come allenatore, invece: «ricordo con molto piacere la Pescara Calcio, quando sono stato collaboratore di Marcello Rosato». 
Daniele Centofanti

Lancioni, che ha il cuore granata del Torino, da giocatore aveva come idolo un mediano d'eccezione come Trapattoni, mentre come allenatore stima il ct della Nazionale, Conte; Centofanti invece divide la sua fede calcistica tra Pescara e Napoli, e dopo aver ammirato le magie in campo di Roberto Baggio, vede in Guardiola il miglior allenatore attualmente in circolazione, anche se in Italia nutre molta stima per i tecnici "propositivi" come Montella. Senza esitazione sono le risposte di entrambi i tecnici sul primo aspetto che curano nei loro ragazzi e su ciò che cercano di insegnare loro: «La serietà è sicuramente il primo pilastro da cui parto, affiancato dal rispetto, che nelle generazioni di oggi è molto difficile da inculcare; poi avere elementi validi è sempre positivo. La cosa più importante per me - prosegue il direttore tecnico del Settore Giovanile viola - è il lavoro di gruppo e lo stare insieme a livello sociale. La tecnica dei ragazzi viene dopo, e il compito del mister è quello di trovare i ruoli "giusti" per ogni ragazzo». Anche per l'allenatore dei Giovanissimi l'aspetto tecnico passa in secondo piano in confronto al «rispetto delle regole, che viene prima di tutto: lealtà ed educazione sono la base. Per quanto concerne i miei insegnamenti, cerco di far sviluppare nei miei ragazzi un ragionamento autonomo: in pratica cerco di unire l'aspetto prettamente tecnico e meccanico al ragionamento, ossia al pensare con la propria testa quando si è in campo». Alcune differenze nel credo dei due tecnici emergono dalla loro predilezione per la fase offensiva oppure difensiva. Lancioni, infatti, dichiara: «Parto da quella difensiva: una volta fatta una cosa buona dietro, diventa di conseguenza più facile anche in avanti». Centofanti, invece, svela: «Ho un'idea del calcio propositiva, quindi curo molto la fase del possesso. Tenere la palla il più possibile durante la partita è uno dei miei obiettivi». Entrambi hanno un modo del tutto personale di caricare i loro rispettivi ragazzi prima della partita. Il mister degli Allievi punta infatti su: «Comportamento in campo e lealtà, ma voglio anche che i miei giocatori abbiano carattere sul rettangolo di gioco». Il "motto" dell'allenatore dei Giovanissimi prima del fischio d'inizio è invece: «Non abbiate paura di rischiare, e provate sempre a giocare la palla». Apparentemente simili, ma diverse nella sostanza, e che mostrano anche due scuole di pensiero sul calcio differenti, sono invece le parole dei due tecnici in riferimento a un'eventuale sconfitta: «La mia prima reazione dopo una sconfitta è quella di non fare appunti ai miei ragazzi, proprio perché in quel momento sono molto presi da quanto avvenuto. In generale, però, ricordo che ai miei tempi ci si metteva addirittura a piangere dopo aver perso; ora le sconfitte fanno meno male ai ragazzi». «Dipende dal tipo di sconfitta che arriva - esordisce Centofanti - anche se il risultato in senso stretto, a questa età non è un elemento determinante». Proprio in riferimento ai cambiamenti che sono avvenuti nel calcio nel corso degli anni, ecco le parole di Lancioni e Centofanti, esponenti di due epoche diverse del calcio: «Il calcio è diventato più veloce oggi, e si cerca sempre più di trovare la tecnica nei ragazzi. Purtroppo in Italia lo si sta dimenticando, e perfino i settori giovanili in generale non sono più come una volta», è il pensiero del mister degli Allievi, seguito da quello del suo omologo nei Giovanissimi: «Il calcio di adesso unisce a una componente fisica importante un grande aspetto tecnico. Oggi si può dire che il calcio sia molto più tecnico rispetto al passato, e un esempio in tal senso è anche l'evoluzione del ruolo classico del centravanti, l'uomo "fisico" per eccellenza in attacco, che oggi viene messo in discussione». L'ultima domanda è infine relativa al ruolo dell'allenatore con particolare riferimento alla fascia d'età giovanissima con la quale entrambi i tecnici hanno a che fare a Sambuceto: «Il ruolo dell'allenatore conta all'80%, in particolare come "maestro di vita" per i ragazzi. Il mister - conclude Lancioni - deve avere delle doti tecniche e umane da mostrare ai propri allievi». Per Centofanti: «Conta tantissimo l'allenatore, perché deve insegnare come si fa sport a questa età. Per questo è altrettanto importante avere a disposizione un gruppo di ragazzi con grandi motivazioni, disponibilità e voglia di imparare».

giovedì 16 aprile 2015

Gli Esordienti: «Grande gruppo grazie a mister Di Matteo, vogliamo diventare grandi»

Gli Esordienti 2014-2015
Gli Esordienti della Folgore tra presente e futuro: «Grazie a mister Di Matteo siamo migliorati, e in futuro speriamo di imitare le prestazioni della prima squadra» 

Migliorare stando insieme e uniti, e soprattutto seguendo i consigli dell'allenatore, sperando, tra qualche anno, di ripercorrere le gesta che attualmente stanno compiendo i giocatori della prima squadra della Folgore. 
Sono queste le prerogative che animano lo spirito e gli allenamenti degli Esordienti viola di mister Fabrizio Di Matteo. 
 All'ultimo step prima del passaggio nei Giovanissimi, i ragazzi del biennio 2002-2003 si mostrano già pronti per il salto nel mondo dei "grandi": «Siamo una ventina di elementi, e ultimamente stiamo giocando molto bene. Poi, come ci dice sempre mister Di Matteo, la partita inizia dallo spogliatoio, ed è proprio lì che abbiamo puntato i nostri sforzi e la nostra attenzione». 
Gli Esordienti della Folgore sono pronti a spiegare anche in dettaglio quest'ultimo concetto appreso dal loro coach: «Il nostro comportamento è migliorato col tempo rispetto all'inizio, e sono migliorate anche le prestazioni sul campo. 
Il merito di ciò è sicuramente del nostro allenatore, che a livello tattico ha cambiato modulo, e con le sue parole e i suoi consigli ci ha permesso di migliorare anche sotto l'aspetto comportamentale». 

L'affiatamento tra i compagni è sicuramente un altro parametro positivo notato dagli stessi ragazzi: «Tra di noi c'è un rapporto amichevole e ci frequentiamo anche oltre il calcio. 
Alcuni di noi sono compagni di scuola, quindi questo aiuta a unire ancor di più il gruppo». 
I giovani talenti del futuro viola, come accennato, seguono con costanza e profitto i dettami dell'allenatore Di Matteo, e non hanno difficoltà nel riconoscere i suoi pregi: «Il mister ci insegna prima di tutto a stare bene insieme, oltre ovviamente a cercare di migliorare le nostre abilità tecniche e tattiche. 
Il suo pregio è quello di essere sempre tranquillo e di cercare di aiutarci in ogni modo: se qualcuno di noi sbaglia non perde mai la speranza, e questo è un suo grande merito».
Con i piedi ben saldi nel presente, ma con un occhio anche verso il futuro, gli Esordienti spiegano così la realtà della famiglia viola: «Qui alla Folgore ci troviamo davvero bene, perché abbiamo a disposizione strutture all'avanguardia che ci permettono di imparare a giocare a calcio. 
Per questo motivo tra qualche anno ci vediamo ancora più forti sempre qui a Sambuceto». 
L'attaccamento dei ragazzi alla loro realtà è forte, e lo spirito di emulazione verso la prima squadra della Folgore, che ha appena conquistato la vittoria in campionato e la promozione in Eccellenza con 4 giornate di anticipo, è sicuramente un fattore trainante anche per il settore giovanile viola: «Siamo molto contenti della loro vittoria, e la nostra speranza è quella di riuscire a imitarli e a fare come loro tra alcuni anni».

giovedì 9 aprile 2015

Sulle orme di Eusebio Di Francesco: il sogno di Mattia Crisci e della "cantera" viola

Mattia Crisci
Da Sambuceto a Empoli sulle orme di Eusebio Di Francesco: Mattia Crisci, emblema dei giovani talenti della "cantera" della Folgore Sambuceto

Rivivere un sogno sperando di poter ripercorrere le orme di quello che è considerato il vero e proprio beniamino "cresciuto in casa", Eusebio Di Francesco.
Questo è, in estrema sintesi, ciò che esattamente una settimana fa è capitato a Mattia Crisci, talento dei Giovanissimi della Folgore di mister Centofanti. 
 Il ragazzo, classe 2000, ha infatti partecipato a uno stage di due giorni nel quartier generale dell'Empoli, squadra che attualmente milita nel campionato di Serie A, ricevendo i complimenti degli addetti ai lavori presenti. 
 A pochi chilometri dalla città toscana, nel centro sportivo di Monteboro, all'interno del quale si allena il settore giovanile della compagine empolese, Mattia ha potuto mettere in mostra le proprie qualità tecnico-tattiche in ben due allenamenti specifici conditi da relativa partitella finale. 
Il tutto grazie alla chiamata ricevuta proprio dal sodalizio azzurro, che ha inviato una richiesta direttamente alla Folgore per poter visionare il biondo "talentino" di casa. 
In pratica, un percorso simile a quello compiuto dall'attuale allenatore del Sassuolo che, dalla "sua" Sambuceto, a metà anni Ottanta è entrato a far parte delle giovanili dell'Empoli, e da lì ha iniziato la lunga "scalata" che lo ha portato in carriera a vestire maglie prestigiose (come quella della Roma), e perfino la casacca azzurra della Nazionale, e a essere considerato (una volta appesi gli scarpini al chiodo) uno dei migliori allenatori nel panorama nazionale. 

È lo stesso Crisci a raccontare con la voce carica di entusiasmo l'esperienza vissuta a cavallo tra fine marzo e inizio aprile: «È stata un'esperienza bellissima e un'emozione unica che mi "ripaga" degli sforzi fatti in questi anni. Fortissimo», spiega l'attaccante viola, «è stato anche l'impatto con la realtà dell'Empoli: credo che mi abbia fatto crescere sia dal punto di vista personale che calcistico. 
Sono davvero contento di aver avuto questa opportunità, e già il solo fatto di esserci mi gratifica perché ritengo sia una cosa che non capita a tutti». 
Ancora visibilmente emozionato dall'esperienza vissuta, Crisci non dimentica però il percorso e gli "artefici" principali che in qualche modo hanno permesso la chiamata da parte della formazione toscana: «Credo che parte del merito vada a me stesso perché ho sempre cercato di allenarmi col massimo impegno. 
Detto questo, però, ritengo che una fetta importante di ringraziamenti debba essere riservata alla mia squadra e all'allenatore, perché se sono stato notato da qualcuno, gran parte del merito sia da attribuirsi loro, che mi hanno messo nelle migliori condizioni». 
L'analisi dell'attaccante mette quindi in luce l'ottimo lavoro svolto dai tecnici che ogni giorno alla Cittadella dello Sport di Sambuceto cercano di "educare" i ragazzi e farli crescere sia sotto l'aspetto sportivo che sotto il profilo umano e sociale. 
Un obiettivo, quest'ultimo, che rappresenta una delle prerogative principali della Folgore e del proprio settore giovanile in particolare: puntare sui talenti locali e non solo, cercando di metterne in luce le varie qualità tecniche, ma anche quelle relative agli aspetti umani e di crescita "sana" insieme agli altri. 
Sempre a tal proposito, risultano emblematiche le parole dello stesso Mattia Crisci sui requisiti che bisogna avere per raggiungere obiettivi ambiziosi a livello sportivo: «Per prima cosa conta l'impegno che ognuno mette in ciò che sta facendo. 
A ciò bisogna affiancare una buona dose di fiducia in se stessi e», conclude il giovanissimo calciatore, «una naturale predisposizione al sacrificio».

giovedì 2 aprile 2015

Capitani ai Raggi X: alla scoperta di Lorenzo Migliori e Davide Anello

Migliori e Anello
L'"analisi ai raggi X" dei capitani degli Allievi e dei Giovanissimi viola, Lorenzo Migliori e Davide Anello

Nonostante la giovanissima età, hanno un ruolo di responsabilità notevole in mezzo al campo; sono infatti i due capitani, rispettivamente degli Allievi e dei Giovanissimi della Folgore, i protagonisti dell'analisi ai raggi X della settimana. 
Lorenzo Migliori, difensore centrale classe 1998, indossa la fascia nella formazione di mister Lancioni (Allievi), e Davide Anello, difensore centrale e mediano nato nel 2000, è il suo omologo tra i ragazzi di mister Centofanti (Giovanissimi). 
In entrambi i casi sono stati gli allenatori a designarli capitani, ma con motivazioni differenti: Migliori veste ormai la casacca viola da 5 anni, ed è un ragazzo molto "calmo" a livello caratteriale; Anello invece è al suo primo anno a Sambuceto ma per il mister, che vuole gente come Davide in campo, è diventato da subito un elemento importante per la squadra.
L'idolo di Lorenzo è Zlatan Ibrahimovic, ma nel suo ruolo spera di seguire le orme di Thiago Silva; per Anello, invece, il giocatore preferito è Alex Del Piero, mentre in campo cerca di ispirarsi ad Andrea Pirlo.
Lorenzo Migliori

Da tifoso juventino, Migliori indica proprio nell'ex numero 10 e bandiera bianconera un "grande capitano", mentre Davide, tifosissimo del Chieti, vede in Alessandro Battisti, ex giocatore neroverde, un vero e proprio trascinatore. 
Entrambi prediligono il 4-3-3 come modulo ma, a prescindere da idoli e schemi, i giovanissimi calciatori hanno ben chiaro quale sia il "peso" di portare i galloni di capitano, e come ci si deve comportare sul campo. 
Sia Migliori che Anello vedono in ciò che gli è stato affidato un ruolo di grande responsabilità, e sentono il dovere di rappresentare la squadra in campo soprattutto nei confronti del direttore di gara. 
Stesso dicasi anche a livello di spogliatoio, dove tutti e due i capitani sono pronti a incitare i compagni soprattutto quando questi ultimi commettono qualche errore, e a spronarli affinché possano sempre migliorare. 
Col grande senso di responsabilità che li contraddistingue, entrambi non hanno difficoltà a elencare pregi e difetti propri, dei loro rispettivi allenatori, e di alcuni dei compagni di squadra. 
«Mister Lancioni cerca di dare spazio a tutti, ma forse durante le partite urla un po' troppo. A livello personale», prosegue Migliori, «perdo difficilmente le staffe, ma probabilmente sono un po' debole a livello fisico, dato che quest'anno ho già subito due infortuni. 
Davide Anello
Come squadra penso che sia proprio questa degli infortuni la nostra principale sfortuna: nell'ultimo mese abbiamo infatti dovuto rinunciare a ben 4 elementi per problemi fisici. 
A livello di pregi, credo invece che il nostro sia davvero un gruppo unito, nel quale tutti si incoraggiano e cercano di trasmettere forza ai propri compagni. Analizzando i singoli, credo che Luca De Marco sia un ottimo giocatore, che ha nella velocità la sua arma migliore, ma probabilmente passa poco la palla, e spesso si perde in un tocco di troppo rispetto al dovuto. Simone Barbacane è invece indubbiamente il nostro giocatore più forte, bravo sotto ogni punto di vista. Se devo trovargli un difetto, direi che perde la calma facilmente durante le partite». 
L'analisi pregi-difetti per Davide Anello, autore tra l'altro di 5 reti in questa stagione, è invece la seguente: «Mister Centofanti ci fornisce sempre ottimi consigli, e trasmette una grande carica a tutti noi soprattutto durante le partite più difficili; qualche volta, però, forse esagera nel riprenderci, ma non lo ritengo un vero e proprio difetto. Personalmente», prosegue il giocatore dei Giovanissimi, «credo di avere un carattere forte, ma in qualche occasione non sono abbastanza concentrato. Tra i miei compagni, Alessandro Comune è uno che mette la propria grinta in tutte le partite, ma probabilmente negli ultimi incontri sta realizzando meno reti rispetto alle sue potenzialità; Alex Febbo invece è un giocatore molto aggressivo e lotta su ogni pallone, ma ogni tanto è vittima di infortuni».

mercoledì 25 marzo 2015

Bomber ai Raggi X: alla scoperta di Sinuhe Albertoni e Mattia Crisci

Albertoni e Crisci
L'"analisi ai raggi X" dei bomber degli Allievi e dei Giovanissimi viola, Sinuhe Albertoni e Mattia Crisci

Il loro "lavoro" attuale è principalmente quello di finalizzare le azioni create dalle loro rispettive squadre, cercando quindi il gol in ogni occasione. 

Entrambi vestono la maglia della Folgore Sambuceto anche se, per età, appartengono a due categorie differenti.
Si tratta, nello specifico, di Sinuhe Albertoni (classe 1999), attaccante degli Allievi di mister Lancioni, e Mattia Crisci (nato nel 2000), omologo nei Giovanissimi di Centofanti.
I due talenti in erba, protagonisti dell'"analisi ai raggi X" di questa settimana, mostrano, a dispetto della giovanissima età, di avere le idee chiare sul proprio futuro e svelano anche alcuni segreti delle loro gesta in campo.
Entrambi hanno infatti come sogno nel cassetto quello di diventare calciatori professionisti, con Crisci che ha già individuato nella Premier League inglese il suo campionato ideale.
Sinuhe Albertoni
 

Un altro punto in comune tra i due, oltre al fatto di calciare col piede destro e di preferire scarpe Nike, è il numero di maglia, il 9: se Albertoni rappresenta però la classica "punta", Crisci invece è un attaccante che può svariare dalla zona centrale a quella esterna.
Per quanto riguarda il ruolino personale nella stagione in corso, il giocatore degli Allievi è andato a segno 4 volte quest'anno, e non ha mai ricevuto un'ammonizione; l'attaccante dei Giovanissimi ha invece realizzato la bellezza di 20 reti (più una con la maglia degli Allievi), condite da tre cartellini gialli. 

Differente, tra i due, anche l'esultanza dopo un gol: Sinuhe si tuffa a terra e spesso dedica la marcatura ai suoi compagni, mentre Mattia preferisce scivolare sulle ginocchia e dedicare la rete agli amici.
Ognuno dei due ha invece ancora impresso nella mente il gol più bello segnato in stagione. «La rete che mi è piaciuta di più tra quelle realizzate è stata quella segnata di testa in area su cross proveniente dalla sinistra», è ciò che ricorda con più piacere Albertoni; Crisci invece menziona «Il gol realizzato a Ortona con un tiro da centrocampo. 

Mattia Crisci
È stata anche la rete con la quale abbiamo vinto la partita per 4 a 3».
Forte è anche il legame che unisce entrambi ai rispettivi compagni di squadra: «Il rapporto tra di noi è ottimo, siamo amici anche fuori dal campo», dichiara Sinuhe, seguito a ruota da Mattia: «Per me i miei compagni sono come dei fratelli, e quindi uniti siamo come una famiglia».
Sempre a proposito dello "spogliatoio", ecco le parole di Albertoni sul proprio allenatore Lancioni: «Abbiamo un ottimo rapporto, così come col suo collaboratore Segalotti. 

Il consiglio che ricevo spesso dal mister è quello di puntare la porta e tirare». 
Sul proprio mister, ecco invece le dichiarazioni di Crisci: «Il rapporto con l'allenatore Centofanti e con mister Mazzocco è molto buono; entrambi insegnano e ci fanno divertire allo stesso tempo, e spesso mi consigliano di dare una mano alla squadra».
I colori viola della Folgore accomunano entrambi ma, guardando alla serie A, i cuori dei due giovani atleti prendono strade diverse: Albertoni tifa Inter e il suo idolo calcistico è il brasiliano del Barcellona, Neymar, mentre Crisci segue l'azzurro del Napoli e ammira le giocate del suo idolo Marek Hamsik.